» Malvasia bianca

Nella grande famiglia delle Malvasie si distinguono, come si sa, quelle bianche e quelle a frutto colorato. Anche per questo vitigno si vantano storiche e lontane origini e ancora una volta, come già per il Negroamaro e per il Primitivo, le strade conducono alla Grecia, in questo caso al Mediterraneo orientale.

L’epoca è quella sul finir del Medioevo, quando navi genovesi e veneziane solcavano e dominavano i mari. Lo stesso nome, Malvasia, deriverebbe, si dice, dal termine greco “Monenbasia”, che significa “porto ad una sola entrata”. E si attribuisce proprio ai veneziani l’uso del termine Malvasia per denominare i vini provenienti dal Mediterraneo orientale. Era il tempo in cui le navi delle repubbliche marinare, tra beni di lusso e spezie e lane e altri scambi di merci, erano cariche anche di questi vini dolci diretti ai paesi del Nord-Europa: proprio perchè i vini del Mediterraneo erano più dolci, più pesanti e a alta gradazione alcoolica, il che significava che viaggiavano meglio, duravano più a lungo e perciò erano più pregiati” (Unwin, Storia del vino, 1993). E così soppiantarono, nel gusto e nel valore di mercato, i vini bianchi secchi dell’Europa del Nord, della Guascogna e della Germania.

Quanto alla nostra Malvasia Bianca il biotopo è stato individuato nella zona di Fontabianche nel Siracusano. Presenta foglia media, pentagonale, pentalobata, grappolo di medie dimensioni e compattezza, acino di taglia media e forma sferoidale, a buccia pruinosa di colore verde giallastro.

Il vitigno entra nella composizione della DOC Leverano.